Curiosità

Gatti e parquet…

La marcatura urinaria da parte di animali domestici, come i gatti, rappresenta un problema per la durata e la bellezza delle pavimentazioni in legno. L’analisi di un caso e le possibili soluzioni a riguardo dei nostri cuccioli.

Molte persone che vivono, loro malgrado, da sole, si circondano della simpatica compagnia di animali come gatti, cani, uccellini, tartarughe ecc.

Per lavoro, mi trovo spesso all’interno di abitazioni private, nelle quali ho la possibilità di incontrare tante razze diverse di animali da compagnia, di taglie svariate, che hanno però un unico comune denominatore: il fatto di essere ben tenuti e coccolati, direi al limite della maniacalità. Certo, avere in casa degli animali è sicuramente una compagnia, come già detto, soprattutto per persone che abitano da sole; bisogna però tenere conto che sono sempre degli animali che, per quanto li si adori, rimangono con le loro primarie abitudini.

La problematica delle macchie si era manifestata in maniera progressiva da pochi mesi; anche in alcune parti del battiscopa ho riscontrato queste macchie tanto da oscurare quasi del tutto alcune liste del battiscopa medesimo. Ho eseguito alcuni rilievi strumentali, con apparecchio a induzione, che hanno permesso di accertare come sussisteva una differenza del contenuto di umidità nel legno medesimo facendo una comparazione fra la zona con la macchia e quella immediatamente adiacente. In pratica le zone macchiate avevano un contenuto di umidità piuttosto elevato, a differenza di punti immediatamente attigui sempre nella medesima doga; un segno inequivocabile che eravamo in presenza di punti o zone umide ma facenti parte di una medesima doga, evidente la contraddizione. Dopo avere preso conoscenza della tempistica dell’esecuzione dei lavori, nonché dei prodotti impiegati e preso atto che all’interno dell’abitazione sussistevano in apparente convivenza pacifica ben otto gattini di razze diverse, ho deciso di condurre alcuni rilievi per mezzo di microscopio dotato di luce UV LED da 365 nm, posizionandolo immediatamente sopra una zona con macchia e nella immediata vicinanza. Successivamente ho condotto un rilievo, sempre con il medesimo microscopio a lampada UV LED, su alcuni pezzi del battiscopa con la medesima metodica, posizionando prima la luce su una parte macchiata e poi nell’immediatezza in zona pulita. Ho poi asportato un campione di battiscopa, per sottoporlo a un controllo del Ph. Il campione era stato prelevato da zona in angolo vicino alla cucina, che si trova nell’ampio soggiorno. L’esame di laboratorio, inerente il Ph rilevato nella piccola porzione di battiscopa, indicava una acidità elevata con valori che si attestavano fra 5 e 5,5; la disamina era stata condotta su di un campione di battiscopa per non alterare la superficie del pavimento in legno in opera ma si sarebbe potuta fare anche su porzioni del parquet.

Fonte: Professional Parquet

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